venerdì 16 settembre 2016

NIENTE PENSILINE MA SOLO PROMESSE

Anni di promesse,  ma anche questo anno scolastico è iniziato senza che il Comune di Serravalle abbia realizzato le pensiline per l'accesso al polo scolastico Ilaria Alpi di Casalguidi.

Con la pioggia dei primi giorni di scuola, tra l'altro, il disagio si è fatto sentire ancora di più ed ha riportato subito alla memoria di tanti genitori gli impegni che l'amministrazione comunale si è presa ormai da molto tempo, senza tuttavia realizzare nulla di quanto immaginato.

Ricordo che ogni giorno il polo scolastico Ilaria Alpi viene frequentato da oltre 400 persone, tra alunni, insegnanti e personale non docente e, pur essendo riconosciuta la qualità della struttura, non è possibile non notare un difetto così macroscopico che impedisce, in caso di maltempo, un'uscita ordinata e sicura per gli alunni.

Per questo ho presentato un'interrogazione urgente perchè finalmente si passi dalla promesse ai fatti, nel più breve tempo possibile.
Quando sono state promesse la prima volta le pensiline alcuni alunni facevano ancora le elementari mentre oggi si affacciano alle scuole superiori: è ormai tempo di agire.

Federico Gorbi
Capogruppo Serravalle Popolari e Riformisti

giovedì 1 settembre 2016

PIAZZA VITTORIO VENETO, QUALCOSA SI MUOVE

Dopo il mio intervento sulle pessime condizioni di Piazza Vittorio Veneto, nel centro di Casalguidi (LEGGI QUI), qualcosa sembra inizi a muoversi.

Almeno sul fronte del problema dei ratti.
Il Comune di Serravalle, che aveva  già iniziato una campagna di derattizzazione, ha incrementato il numero di erogatori di esca proprio per debellare al più presto questo inconveniente di carattere igienico-sanitario.

In particolare sono state aumentate le esce nella zona di via Fucini, vicino all'ufficio postale, e nei pressi dell'incrocio con via Bugigattoli.

Certo, resta da fare ancora molto per migliorare il decoro generale e, soprattutto per aumentare i controlli e le sanzioni nei confronti di chi sporca o usa in modo improprio i giardini e i cestini dei rifiuti.

Tuttavia non posso che cogliere con soddisfazione la volontà dell'amministrazione comunale di venire incontro ai cittadini che si erano lamentati, anche attraverso di me, del mancato decoro di una delle piazze principali del paese.

Federico Gorbi
Capogruppo Serravalle Popolari e Riformisti

 

lunedì 29 agosto 2016

UN'AMATRICIANA PER AMATRICE

Il Circolo MCL Ariston di Casalguidi organizza una serata di beneficenza per i terremotati di Lazio e Marche.
 
"Un'amatriciana per Amatrice" è il tema della serata che si terrà sabato prossimo, 3 settembre, alle ore 20.
 
"Nel nostro piccolo - dicono gli organizzatori - vogliamo dare un aiuto alle popolazioni colpite dal terremoto e, per questo, abbiamo pensato di preparare una cena completa, con l'immancabile amatriciana, al prezzo di 15 euro".
Il ricavato sarà interamente devoluto in beneficenza: il Circolo Ariston si farà carico del costo della cena e i contributi che verranno raccolti saranno destinati fino all'ultimo centesimo per aiutare la popolazione di Amatrice, e degli altri centri colpiti dal sisma, in questo difficile momento.
Come presidente del Circolo Ariston voglio ringraziare i volontari che si sono messi a disposizione per cucinare e servire i pasti e tutti coloro che vorranno partecipare.
 
E' possibile prenotarsi direttamente presso il Circolo oppure al 335/430241.
 

giovedì 25 agosto 2016

PIAZZA VITTORIO VENETO ABBANDONATA A SE STESSA

Piazza Vittorio Veneto, nel centro di Casalguidi, versa in una grave situazione di abbandono.

La sporcizia è ovunque, i padroni dei cani lasciano che i propri animali facciano i  bisogni senza poi raccogliere gli escrementi, il giardino è trascurato, le piante non sono state potate e i rami intralciano l'utilizzo dei marciapiedi, i cestini dei rifiuti vengono utilizzati come veri e propri cassonetti da chi vuole evitare la raccolta differenziata e, quello che è peggio, tutta la zona è infestata da enormi ratti.
 
Bastano poche foto per capire quanta mancanza di decoro vi sia nella piazza principale del paese.

E se è vero che tutto questo è causato dalla maleducazione e dall'inciviltà di pochi, è altrettanto certo che i mancati controlli da parte dell'amministrazione comunale non fanno altro che favorire i comportamenti scorretti.

Basterebbe la presenza attiva, e magari qualche bella multa, per scoraggiare i furbetti e i maleducati.

Ho pertanto sollecitato il Sindaco di Serravalle Pistoiese perchè corra ai ripari per rimediare ad una situazione che rischia di creare anche conseguenze dal punto di vista sanitario.

Piazza Vittorio Veneto e il centro di Casalguidi meritano una maggiore attenzione.

Federico Gorbi
Capogruppo Serravalle Popolari e Riformisti 

 

lunedì 22 agosto 2016

I NOSTRI FIGLI IN PERICOLO

Le cronache di questi giorni riportano l'incidente occorso ad un bambino nei giardini di Piazza della Resistenza a Pistoia quando la trave di un'altalena è caduta alla prima spinta del genitore, facendo cadere, per fortuna senza gravi conseguenze, il figlioletto.

Un analogo episodio è avvenuto pochi giorni prima anche a Casalguidi.
Protagonista un bambino di nemmeno quattro anni che è stato colpito alla testa dalla catena dell'altalena che si è improvvisamente sganciata. Per fortuna la cosa si è risolta solo con un bernoccolo, tanto spavento e qualche pianto, ma sarebbe potuto succedere di peggio se a colpire il bimbo fosse stato il gancio che assicura la catena stessa alla struttura di legno.
Anche quello, molto più pesante della catena, si è staccato ma, per pura combinazione, non ha colpito il piccolo.

Quello delle attrezzature nei giardini pubblici è un problema non di
poco conto, un po' per i continui atti di vandalismo che subiscono, segno di una scarsa educazione alla cura del bene pubblico, e un po' per la sciatteria generale che purtroppo caratterizza molti parchi e giardini.

Per effettuare un controllo su tutte le attrezzature presenti negli spazi pubblici, in particolare quelle destinate al divertimento e allo svago dei bambini, ho presentato un'interrogazione al Sindaco del Comune di Serravalle e all'Assessore al Patrimonio perchè venga fatta una immediata verifica di tutti i giochi presenti nei giardini di tutto il territorio, in modo da tranquillizzare i genitori, rendendo più sicuri i nostri figli. 

Federico Gorbi
Capogruppo Serravalle Popolari e Riformisti


mercoledì 17 agosto 2016

QUESTIONE DI RISPETTO

A gennaio di questo anno, esattamente il giorno 8 ed il giorno 11, ho presentato due interrogazioni a risposta scritta al Sindaco del Comune di Serravalle Pistoiese.

Non è particolarmente importante ora riportare quali fossero le domande che rivolgevo al Sindaco e all'assessore competente.
Basterà però dire che il 4 maggio, dopo quattro mesi, ho scritto al Sindaco facendo presente che ancora non avevo ricevuto alcuna risposta alle interrogazioni.

La legge prevederebbero una risposta fornita al massimo in trenta giorni, ma, spiegavo al Sindaco nel mio sollecito, "non mi sono mai appellato al rispetto dei tempi previsti dalle norme e dai regolamenti, contando più sulla ragionevolezza delle persone, sul dialogo e sul confronto".

Nemmeno la mia richiesta del 4 maggio ha però avuto la dignità di essere presa in considerazione nè dal Sindaco nè dall'assessore interrogato.
Aggiungo che durante questo mandato non ho mai sommerso la Giunta con interrogazioni continue, limitandole ad una decina, forse meno  in quattro anni, e preferendo il confronto diretto in sede di Consiglio o di commissione.

A questo punto, dopo oltre sette mesi dalla presentazione delle
interrogazioni, e dopo tre mesi dal sollecito, mi domando quale sia il rispetto che la Giunta di Serravalle mostra nei confronti dei Consiglieri comunali.
Non ho mai usato certi metodi, ma forse la Giunta preferisce che scriva al Prefetto perchè intervenga nel richiedere il rispetto della legge?

E se per una Giunta è così complicato rispondere a due semplicissime domande, per nulla capziose, quale efficacia dell'azione amministrativa pensano gli possa essere attribuita dai cittadini in materie ben più complicate?


Federico Gorbi
Capogruppo "Serravalle Popolari e Riformisti"

venerdì 12 agosto 2016

DIFENDIAMO I NOSTRI CITTADINI

Quarantasette famiglie del Comune di Serravalle Pistoiese hanno ricevuto in questi giorni la comunicazione relativa alla stesura dei “testimoniali di stato”: in pratica, si tratta di una perizia giurata che attesta lo stato degli immobili prima dell’inizio dei lavori per la nuova galleria che dovrà essere realizzata per consentire il raddoppio della linea ferroviaria.

Con questa pratica Rfi intende certificare lo stato degli immobili che potrebbero subire danni durante e dopo i lavori, in modo da poter garantire ai proprietari il ripristino dello stato precedente o eventuali rimborsi.
Poichè ci troviamo di fornte ad una procedura completamente nuova per queste famiglie che sono giustamente disorientate e spaventate di fronte alle possibili conseguenze che la nuova galleria potrebbe avere sulla staticità delle proprie abitazioni, riteniamo che il Comune di Serravalle debba assumersi il ruolo di "difensore civico" per affiancare i propri cittadini.


Per questo chiediamo che il Sindaco dia incarico ad uno dei tecnici comunali perchè si affianchi nella stesura dei testimoniali di stato, in modo da fornire una ulteriore garanzia di imparzialità.
Il provvedimento non avrebbe alcun costo per la comunità e solleverebbe le famiglie interessate da una spesa onerosa per assumere un tecnico di fiducia per tutelare i propri legittimi interessi.
Sicuramente il raddoppio della ferrovia che Rfi si appresta a realizzare è un'opera di interesse collettivo, ma riteniamo anche che il bene comune non debba andare a discapito della tutela della proprietà privata.

Crediamo fermamente che il Sindaco, primo cittadino, debba essere il principale difensore dei cittadini che è chiamato ad amministrare e questa è un'occasione d'oro per dimostrare quanto il Comune di Serravalle Pistoiese sia vicino alle persone.
 
 
Federico Gorbi
Patrizio Rafanelli
Serravalle Popolari e Riformisti

sabato 30 luglio 2016

LA DISCARICA RIAPRE MA NOI NON CI STIAMO


Il gruppo "Serravalle Popolari e Riformisti", ha appreso con estrema amarezza la decisione della Regione Toscana di consentire la riapertura della discarica del Cassero dopo appena 26 giorni dall'incendio che l'ha colpita.

Già all'indomani dell'evento che ha messo a rischio la salute di migliaia di cittadini, l'assessore all'ambiente della Toscana, Federica Fratoni, si premurò di garantire una rapida ripresa dello smaltimento dei rifiuti al Cassero.

Al di là della grossolana approssimazione dell'assessore che sostenne, in quella occasione, che la discarica è essenziale alle aziende toscane, ignorando evidentemente il fatto che al Cassero arrivano rifiuti speciali di origine industriale da tutta Italia, e non solo dalla Toscana, di quella affermazione ci colpì soprattutto il fatto che fosse pronunciata dalla bocca di chi dovrebbe tutelare l'ambiente, essendo assessore designato a questo scopo, prima di preoccuparsi per le esigenze delle aziende toscane.

Oggi, dopo poco più di venti giorni, senza che le forze dell'ordine abbiano concluso le indagini per capire l'origine dell'incendio, senza che sia stata presa la benché minima precauzione per prevenire un nuovo incendio, senza nemmeno che siano definitivamente concluse le analisi di Arpat sulle conseguenze dell'incendio per la salute, Federica Fratoni, probabilmente illuminata da spiriti divini, ha già compreso che la discarica non costituisce pericolo è che, quindi, può riaprire.

Addirittura non ha nemmeno sentito l'esigenza di avvisare il Sindaco, visto che ha inviato una comunicazione venerdì pomeriggio, quando gli uffici comunali erano già chiusi. Solo il caso ha voluto che il Segretario comunale facente funzione fosse ancora in servizio oltre l'orario e, avendo letto la mail, abbia potuto avvisare il Sindaco. 

Lo stesso Sindaco Patrizio Mungai, unitamente a tutta la Giunta, ha infatti espresso il proprio disappunto per questo comportamento che non denota certo alcun rispetto istituzionale.

La sera stessa, il nostro gruppo ha comunque abbandonato i lavori del consiglio per gridare con forza l'amarezza che scaturisce  da un comportamento approssimativo della Regione Toscana. 

Senza voler mancare di rispetto ai colleghi consiglieri, agli assessori ed al Sindaco, con questo gesto abbiamo voluto denunciare l'inutilità del nostro ruolo se ci troviamo di fronte a chi, con fare proditorio, ignora le preoccupazioni della popolazione e degli amministratori di Serravalle per rispondere alle esigenze di pochi. 

Nella regione delle infinite liste di attesa della sanità, è più facile e veloce ottenere l'autorizzazione per aprire una discarica che fare una Tac. 

Federico Gorbi
Patrizio Rafanelli
Serravalle Popolari e Riformisti

giovedì 28 luglio 2016

CONSIGLIO COMUNALE SULL'INCENDIO IN DISCARICA

Durante il consiglio comunale del 27 luglio si è parlato del recente incendio alla discarica del Cassero. 
Questa la sintesi del mio intervento.


Signor Sindaco, nel 2012 lei è stato eletto primo cittadino di Serravalle e, come tutti i leader beneficia sicuramente di onori ma ha anche una serie di doverti, uno dei quali è quello di essere appunto il primo dei cittadini a lottare per il suo comune ed i suoi cittadini. 
La storia ci ha consegnato tanti presidenti, tanti regnanti, tanti generali ma essenzialmente si potrebbero raggruppare in due gruppi: quelli come Eisenhower, che affermava che "la suprema qualità di un leader è una indiscutibile riconosciuta integrità; un leader è un esempio", e quelli come Maria Antonietta d'Asburgo Lorena che, di fronte alla rivolta del popolo che, affamato, lamentava la mancanza di pane invitava i propri ministri a dargli delle brioches. 
Lei, signor Sindaco, è un leader come Eisenhower che si caratterizza per essere assolutamente integro nella difesa dei suoi cittadini o si comporterà come Maria Antonietta e si rinchiuderà nei palazzi dorati, ignorando la voce del popolo che chiede aiuto fuori dalla porta?
Lei, signor Sindaco, lotterà per difendere il suo popolo o starà con Federica Fratoni, assessore regionale all'ambiente, colei che si dovrebbe preoccupare per la tutela dell'ambiente della Toscana, che invece afferma che la discarica del Cassero va riaperta in tempi brevi per non danneggiare le aziende che lì portano i rifiuti? 

Quando un paziente si rivolge al medico va perché sta male e vorrebbe stare meglio.
Possiamo dire che il paziente discarica del Cassero sta bene?
Se guardiamo alla storia ventennale dobbiamo dire di no: c'è stato un primo incendio nel 1996, ci sono stati tanti episodi di cattivi odori, c'è stato un episodio di sversamento accidentale del percolato, c'è stata l'indagine, che ha visto la discarica tra le vittime, per un commercio illegale di rifiuti pericolosi, c'è stato infine l'incendio dei giorni scorsi.
Possiamo quindi serenamente affermare che il paziente è molto malato! 

Nessuna altra attività industriale o produttiva del nostro territorio negli ultimi venti anni ha vissuto così tanti incidenti.

Vogliamo far guarire questo malato?
Cosa possiamo fare?

Chi, come me, ha sempre osteggiato questo impianto, ritiene che ognuno debba rispondere ai propri doveri.
La proprietà, PistoiAmbiente, ha il dovere di predisporre un impianto di video sorveglianza efficiente,  con rilevatori di calore. I rifiuti, ogni giorno, dovrebbero essere ricoperti da uno strato di terra in modo da prevenire e limitare eventuali futuri incendi.
Chi vigila sulla sicurezza, Regione, Arpat, Asl, deve garantire il rispetto dell'ambiente e della salute pubblica.
Il Comune ha il dovere di predisporre un piano di emergenza che, oggi, è completamente assente:  solo la sorte ha fatto sì che il vento abbia salvato gli abitati di Ponte Stella, Cantagrillo e Casalguidi ma, qualora si fosse presentata la necessità, non saremmo stati in grado di evacuare i cittadini.
Il Comitato di Controllo deve essere messo in grado di effettuare reali controlli sulla discarica, ripensando il proprio ruolo e il proprio funzionamento. 

La popolazione, dopo quanto avvenuto, non si fida. 
Non si fida di Arpat, di Asl, del Comune, di PistoiAmbiente. 
Forse con qualche ragione o forse a torto.
Credo, in ogni caso, che per garantire la tranquillità di tutti i cittadini si debba chiedere che ulteriori analisi vengano fatte, non solo da parte di Arpat, ma anche da parte di laboratori privati scelti dal Comune, ma pagati da PistoiAmbiente.
Credo anche che il disagio, la paura, le preoccupazioni dei cittadini, indipendentemente dai risultati delle analisi, debbano essere indennizzati. Il Sindaco, avvocato difensore dei cittadini, dovrà chiedere un indennizzo dei danni patiti da tutti gli abitanti della zona perché la paura per se' e per i propri figli non può passare sotto silenzio, come se nulla fosse successo.

Non credo all'ipotesi del dolo. 
Una persona tanto astuta da evitare le telecamere e gli addetti, ancora presenti in discarica al momento dello scoppio dell'incendio, perché avrebbe dovuto rischiare attentando all'impianto in pieno giorno invece che di notte? 
Ma anche fosse, in ogni caso, qualcosa non ha funzionato e non possiamo accettare che nessuno paghi.
Viviamo nella piana compresa tra Firenze e Pistoia, una piana bellissima ma delicatissima anche da punto di vista ambientale. 


Abbiamo la discarica del Cassero, nel nostro comune c'è anche la Dife, altra azienda che si occupa di riciclaggio di rifiuti e già interessata in passata da un incendio, abbiamo a pochi chilometri l'inceneritore di Montale, avremo probabilmente un nuovo inceneritore a Case Passerini, abbiamo, e tra qualche tempo sarà più importante, l'aeroporto di Firenze. 

L'aria che respiriamo è la stessa di piazza della Signoria. 
Abbiamo quindi il dovere di difendere il nostro territorio, tutto il nostro territorio, e la salute dei cittadini, di tutti  i nostri cittadini.
Ce lo chiede la gente, ce lo impone il nostro dovere di amministratori.


Federico Gorbi
Capogruppo Serravalle Popolari e Riformisti

venerdì 22 luglio 2016

INCENDIO ALLA DISCARICA DEL CASSERO: COSA RESTA

La nuvola di fumo originata dall'incendio
Cosa resta dopo l'assemblea che il nostro gruppo ha organizzato per parlare con i cittadini su cosa fare con la discarica del Cassero, dopo l'incendio del 5 luglio?


Resta la sensazione di una partecipazione numerosa se è vero, come è vero, che in una calda serata di fine luglio un centinaio di persone ha deciso di rinchiudersi in un teatro per parlare di rifiuti, di diossine, di salute pubblica, argomenti non proprio leggeri, invece di andare a mangiare un bel gelato e fare quattro passi.

Avrebbero potuto partecipare ancora più cittadini in un diverso periodo dell'anno, ma tutti, per oltre tre ore, hanno cercato di capire, di esprimere un'idea di far sentire la propria voce, con pacatezza certo ma fortemente preoccupati della salute propria e dei propri figli.


Resta l'amarezza, espressa un po' da tutti, perchè la percezione che
Un momento dell'assemblea al Teatro Francini (Foto M. Dolfi)
si è avuto in questa triste vicenda è quella di non aver affatto sentito vicine le istituzioni: l'amministrazione comunale, piuttosto silenziosa in generale, si è concentrata più sul presunto dolo, dal quale sarebbe scaturito l'incendio, che sugli effetti per la salute dei cittadini; la Regione, per bocca dell'assessore all'ambiente Federica Fratoni, si è premurata di garantire alla proprietà dell'impianto una rapida riapertura per non danneggiare, a suo dire, le aziende toscane, senza però dare alcun segnale rassicurante per il benessere degli abitanti della zona; Arpat ha diffuso dati tranquillizzanti sulla presenza di diossina (ma alcuni stentano a crederci), senza però indicare cosa avverrà alla vegetazione e alla fauna presente nel cono di maggior ricaduta della nuvola nera sprigionata dall'incendio.


Il volantino
Resta la paura, piuttosto diffusa, che non tutte le verità siano state raccontate.


Resta la certezza che il Comune di Serravalle non ha un piano per affrontare situazioni di emergenza di questo tipo, pur avendo sul proprio territorio sia la discarica del Cassero, sia la DiFe, aziende che trattano i rifiuti e, quindi, potenzialmente pericolose per la salute pubblica, visto che l'esperienza ci dice che entrambe sono state colpite da incendi (una volta la DiFe, due volte il Cassero).


Resta la voglia di non lasciar cadere la cosa, come se nulla fosse successo, come se fosse tornato tutto alla normalità, cosa che piacerebbe molto a qualche manovratore, ma che non sembra essere nelle intenzioni di moltissima gente comune.


Uno dei moltissimi interventi (Foto M. Dolfi)
Questo ci resta, ed il nostro gruppo, cercando di interpretare al meglio le preoccupazioni e le idee dei cittadini, porterà in consiglio alcune proposte per garantire la massima sicurezza della discarica, ricordando, ancor prima, al Sindaco il suo ruolo di primo cittadino, di colui quindi che, più di ogni altro, dovrebbe difendere il territorio che gli è stato affidato.


Federico Gorbi
Capogruppo Serravalle Popolari e Riformisti


DISCARICA DEL CASSERO: COSA DICE LA GENTE

Devono essere a lungo fischiati gli orecchi al Sindaco, ma anche all'Asl e all'Arpat dopo l'assemblea di ieri nella sala Francini di Casalguidi. 
Nell'incontro sono circolati i dubbi, le paure, le esasperazioni, le angosce che sono scaturite con l'incendio del 4 luglio.
E che non si sono ancora spente, come le fiamme domate nella discarica. I problemi “bruciano” ancora e le rassicurazione del dopo-incendio non li hanno certo disinnescati.

Il gruppo di minoranza “Serravalle Popolari e Riformisti” aveva chiamato a raccolta i cittadini per ascoltare opinioni e proposte, in vista del prossimo consiglio comunale di mercoledì 27.
E nella Sala Francini, davanti a una ottantina di persone, si sono messi in fila soprattutto i dubbi irrisolti, le questioni ancora aperte.
Le voci che si sono sentite non sono state solo quelle dell'opposizione (come era naturale aspettarsi), ma ci sono stati interventi trasversali. Perché, come qualcuno ha sottolineato, “la discarica non è né di destra nè di sinistra”. E i temi della sicurezza non hanno bandiera. Così accanto ai simpatizzanti di “Popolari e riformisti”, si sono sentiti esponenti di Rifondazione, dei 5 Stelle, dei Verdi, di Forza Italia, della Lega, dello stesso Pd.
Sul tavolo “il grande malato”, la discarica con i dubbi che le ruotano attorno, con lo strascico di incetezze e interrogativi che ancora si aggirano al di là e al di qua dei cancelli chiusi.
E così sono venute fuori anche proposte impossibili, ma che danno il segno dello stato d'animo che circola alla “periferia” del Cassero: qualcuno ha proposto un referendum per chiedere ai cittadini se vogliano o no la discarica; altri hanno avanzato l'idea di una autotassazione della gente per rifare da zero tutte le analisi sui materiali stoccati e sulla “salute” di falde e terreni; altri ancora hanno tagliato corto sostenendo che la gestione della discarica ha sbagliato tutto e l'impianto non deve riaprire. Mai più.

Con la paura-diossina, un fantasma che si è aggirato, diffusamente, nella sala Francini è stato anche il ruolo dell'Arpat: “non mi fido dell'Arpat” - ha detto una voce; “i controlli li fa l'Arpat e nessuno si fida dell'Arpat” - ha ribattuto un altro intervento. Una sfiducia diffusa, che gli stessi organizzatori dell'assemblea hanno provato ad arginare.
Tentativo difficile perché alle certezze si mischiano sempre - in questi casi - mezze verità, voci di corridoio e paure imprescrutabili. Un mix esplosivo. Il rappresentante della Lega Nord ha detto, ad esempio, che gli effetti della diosssina si vedono dopo parecchio tempo: e ha portato il “suo” esempio con la Mas di Bottegone, dove – sono parole sue - “gli effetti si sono visti un anno e mezzo dopo, con la nascita dei bambini; dati questi che non sono mai stati forniti”.

Al di là di questo tipo di allarmismo, che ha percorso quelche intervento, il segno dell'assemblea di Casalguidi è stata la voglia di capire. Perché l'incendio? Perché la falla nella sicurezza? Quali materiali sono bruciati? In molti - a partire dallo stesso Federico Gorbi – considerano sommaria (e poco credibile) la ricostruzione che parla di incendio doloso. “Se poi ci fosse dolo – ha aggiunto Gorbi – allora vuol dire ingresso nella discarica di una cultura mafiosa o eco-mafiosa. E chi ci garantisce che non potrebbe succedere ancora”?
E dunque torna in ballo l'autocombustione - sulla quale non ha dubbi Antonio, storico esponente dell'ambientalismo d'assalto pistoiese – che pensa a un impianto di recupero del biogas con mille falle.

Dunque allora soprattutto garanzia di sicurezza. E non sono piaciute le frasi dell'assessore all'ambiente della Regione Federica Fratoni, che ha detto che l'impianto deve riprendere a funzionare prima possibile.
Dall'assemblea viene fuori con forza la necessità di controlli rigorosi, con il Comune a fare da garante. “L'amministrazione deve sentirsi parte lesa” - è stato un commento, con l'invito all'assessore di “riflettere bene per la messa in sicurezza di tutto l'impianto; se no non si va avanti”. “Più che l'interesse delle aziende – ha commentato Gorbi – mi sarei aspettato una maggiore attenzione alla salute dei cittadini”.
In questo ambito più volte è stato accennato al ruolo del Comitato di controllo: “negli ultimi anni – ha detto Patrizio Rafanelli – la Presidenza è andata alla maggioranza e non sarebbe male invece che tornasse, come era qualche anno fa, all'opposizione”.
“Discarica del Cassero, cosa fare?” era l'argomento dell'incontro promoisso dal gruppo “Serravalle Popolari e riformisti”. E certo i due consiglieri che hanno condotto l'assemblea, Federico Gorbi e Patrizio Rafanelli, arriveranno al prossimo Consiglio comunale sulla discarica con l'agenda piena di proposte da mettere sul piatto e di cui si faranno portatori.

Fra tutte naturalmente le garanzie di sicurezza, il ruolo-chiave del comune, le certezze per il futuro (comprese le assicurazioni “post mortem”, alla chiusura della discarica). In ballo sarà tirata anche quella che sia Gorbi che Rafanelli hanno considierato una lacuna da colmare: la mancanza a Serravalle di un piano di emergenza di Protezione civile. “Fra la Dife da una parte, la discarica nel mezzo, e l'inceneritore di Montale dall'altra, il nostro territorio è assediato da possibili emergenze. Dobbiamo avere strumenti per affrontarle”.

(tratto dall'articolo di Marzio Dolfi Report Pistoia )

venerdì 8 luglio 2016

L'INCENDIO AL CASSERO E IL PECCATO ORIGINALE

I rischi che la discarica del Cassero portava in sè, furono immaginati e denunciati da tante persone prima ancora che l'impianto aprisse i cancelli, prima ancora che venisse addirittura progettato e realizzato.

Tanta gente, con comitati, manifestazioni, denunce, articoli, volantinaggi, si impegnò, oltre venti anni fa, perchè quell'impianto non nascesse. Chi è molto giovane non può ricordare i protagonisti di quelle battaglie. Alcuni di loro non ci sono nemmeno più. Ma il loro impegno andò oltre la semplice battaglia politica poichè prese davvero le loro vite in modo totale.

La storia sappiamo come è andata. 
La volontà politica prevalse e la discarica iniziò la propria attività.

Mi si dirà che la maggioranza che ha governato ed ha deciso la
realizzazione di un impianto di smaltimento di rifiuti, completamente di natura privata, è stata regolarmente votata. 
Ed è vero.

Ma oggi, ancora più di prima, possiamo urlare che avevano ragione coloro che sostenevano che questa discarica non avrebbe portato nulla di buono ai cittadini del posto.
Certo è stata realizzata una nuova scuola; certo il comune ha ricevuto ogni anno un indennizzo economico che ha investito a vantaggio di tutti. 
Ma a che prezzo?

Davvero la salute dei cittadini, la paura che si avverte in questi giorni nelle mamme preoccupate per i loro figli, vale il prezzo di una scuola?

E' stata mantenuta quella promessa elettorale di oltre 20 anni fa che con la discarica nessuno avrebbe più pagato la tassa di smaltimento dei rifiuti?

C'è proporzione tra quanto è stato dato e quanto ricevuto?

Credo che i Carabinieri e i Vigili del Fuoco ci diranno se l'incendio è stato doloso o meno, l'Arpat ci dirà quanta diossina è ricaduta al suolo, l'Asl ci dirà quanta verdura mangiare, la Regione imporrà nuove misure di sicurezza alla discarica del Cassero ma rimarrà sempre il peccato originale: quella discarica non andava fatta.


Federico Gorbi
Capogruppo Serravalle Popolari e Riformisti

L'INCENDIO AL CASSERO ED I VIGILI DEL FUOCO

Non credo ci sia cittadino, ed io tra loro, che non sia grato ai Vigili del Fuoco per il lavoro che hanno svolto nella discarica del Cassero per spengere le fiamme e ridurre i rischi per la cittadinanza.
In un mio precedente post avevo scritto quello che avevo visto e sentito nelle molte ore che è durato  l'incendio.
Era un post scritto dopo aver saltato una notte intera di sonno, 22 ore dopo lo scoppio dell'incendio, insomma, è proprio il caso di dire, a caldo.

Esperti del settore mi hanno fatto notare alcuni motivazioni, che ritengo assolutamente logiche e coerenti, del perchè l'intervento dei Vigili del Fuoco, in un evento così complesso, è stato compiuto con certe caratteristiche procedurali.
Voglio riportare quello che ho appreso non solo per mettere in luce la professionalità di questi uomini, ma perchè abbiano risposte i molti cittadini che si facevano domande sul mancato intervento degli elicotteri o dei canadair.

Mi è stato spiegato che il primo elicottero dei Vigili del Fuoco è
arrivato dopo 1 ora e 22 minuti, ma non ha potuto sganciare a causa del troppo fumo e del calore che c'era nella zona nella quale avrebbe dovuto  operare. A quel punto è dovuto rientrare perché  dall'imbrunire all'alba non c'è la possibilità di  volare. Quindi le risorse di uomini e mezzi richieste alle province limitrofe sono arrivate con i tempi tecnici necessari. L'elicottero è poi tornato al mattino, quando il fumo era notevolmente ridotto ed era possibile intervenire con rischi controllabili.

Quindi, concludo, in una situazione particolarmente delicata e complessa, dove molti uomini hanno rischiato la vita, quello che era possibile fare è stato fatto.
Se è passato da parte mia un messaggio di scarsa considerazione del lavoro che i Vigili del Fuoco hanno fatto alla discarica del Cassero, e ogni altro giorno, me ne scuso.

Magari io ho avuto solo la semplicità di fare pubblicamente qualche domanda e, per questo, può essere uscito qualche giudizio frettoloso ma non cattivo.
Altri hanno preferito criticare sotto voce ma poi non hanno avuto "le palle" per rendere pubblico il proprio pensiero fatto di giudizi piuttosto severi.
Comunque così è andata.

Federico Gorbi

martedì 5 luglio 2016

INCENDIO ALLA DISCARICA: ORA PARLO IO

Ho monitorato per oltre 15 ore l'andamento dell'incendio, cercando di dare più informazioni possibili ai cittadini attraverso i social network, i blog, i giornali locali e nazionali, Tvl, e direttamente con messaggi o telefonate.

Ore passate sul posto, a vedere direttamente con i miei occhi come stava andando, parlando con i tecnici dell'Arpat e dell'Asl, con i responsabili della Discarica, con gli amministratori presenti, sindaco e assessore all'ambiente in testa, con i tecnici, i Vigili del Fuoco, i Carabinieri.

Ore passate a cercare di capire, senza tirare alcuna conclusione, solo con l'intento di poter dare informazioni preziose ai cittadini, preoccupati, o meglio allarmati, per l'enorme nuvola di fumo.

Ora che le fiamme sono spente, l'aria è tornata respirabile, o almeno non maleodorante, ora che l'emergenza è terminata, voglio però dire qualcosa di più, fare un'analisi un po' più approfondita, ripartendo da quello che ho visto e sentito.

Ho visto un cratere enorme, con un fronte di fuoco impressionante, in un impianto gigantesco che non avrebbe dovuto essere realizzato lì, con quei criteri, con quelle caratteristiche. 
Lo dicevo 25 anni fa, prima che venisse realizzata la discarica, ho continuato a dirlo negli ultimi 20 anni. 
Purtroppo avevo ragione.

Ho visto uomini che si sono prodigati per ore per domare l'incendio
e non parlo dei Vigili del Fuoco, che hanno messo certo un grande impegno ma che, probabilmente, hanno scontato una sottovalutazione iniziale e un coordinamento non ottimale se è vero, come è vero, che gli elicotteri sono arrivati solo dopo 15 ore dall'inizio dell'incendio e le squadre di supporto dalle altre province solo dopo molte ore. 
Parlo invece degli operai della discarica e delle ditte che lavorano per la discarica che hanno rischiato la vita per andare a gettare terra sulle fiamme con un andirivieni di camion per tutta la notte. Complimenti a loro e grazie di cuore.

Ho visto un sindaco presente fin dal primo momento e un assessore all'ambiente attento, preparato e volitivo ma ho anche visto che la macchina comunale ha stentato a mettersi in moto in questa situazione di emergenza. 
Sapendo di avere sul territorio da 20 anni un impianto del genere, potenzialmente pericoloso, non era il caso di studiare a tavolino la gestione di una simile catastrofe (si chiama protezione civile?) in modo tale che ognuno sapesse cosa fare, come fare, quando fare? 
Ogni anno a scuola facciamo fare ai nostri figli le simulazioni per le evacuazioni in caso di terremoto ma non ci è mai passato per la mente, in 20 anni, di sperimentare a tavolino un piano di emergenza per la discarica.

Ho visto un sistema di comunicazione alla popolazione troppo lento, timido, indeciso.
Di fronte all'allarme crescente di tanta gente, le prime telefonate che avvisavano di tenere chiuse le finestre sono arrivate dopo tre ore dall'inizio dell'incendio e il primo comunicato ufficiale a mezzanotte, quando la discarica bruciava da oltre sei ore.

Ho visto i Carabinieri già intenti alle indagini per capire se l'incendio è di natura dolosa, visto che in mattinata era stata trovata tagliata la rete di recinzione.
I Carabinieri faranno il loro lavoro in modo scrupoloso ma, vi dirò, non mi interessa sapere davvero se l'incendio è doloso o meno.
Quello che so è che i miei polmoni sono stati costretti ad inalare aria irrespirabile, e con i miei quelli dei miei figli e quelli di tutti gli atri abitanti di Casalguidi, di Cantagrillo, di Ponte Stella e di tutte le altre zone colpite.

E so che tutta questa gente non lo meritava, non aveva colpe, non se lo aspettava ma lo ha subito.
Qualcuno dovrà pagare per tutto questo.


Federico Gorbi
Capogruppo Serravalle Popolari e Riformisti

venerdì 17 giugno 2016

CITTADINANZA ONORARIA AI CARABINIERI

 
Sabato 18 giugno si svolgerà la cerimonia per il conferimento della cittadinanza onoraria all'Arma dei Carabinieri da parte del Comune di Serravalle Pistoiese.
 
Nel corso della seduta del 4 novembre 2014, il Consiglio Comunale di Serravalle Pistoiese infatti ha votato all'unanimità per questo provvedimento.

Ripropongo la sintesi del mio intervento fatto  a nome di tutto il gruppo "Serravalle Popolari e Riformisti":

Nel conferire la cittadinanza onoraria all'Arma dei Carabinieri potrebbero essere ricordati, e anche lei lo ha fatto Signor Sindaco, molti atti eroici a partire dalla Carica di Pastrengo del 1848, per passare al contributo di sangue che molti Carabinieri hanno dato per l'unità d'Italia

Potremmo ricordare molte azioni coraggiose in occasione dei due conflitti mondiali e il sacrificio di eroi come Salvo D'Acquisto o i Carabinieri di Fiesole che donarono la propria vita in cambio della salvezza di molte altre vite, di fronte alla barbarie nazi-fascista. 

Potremmo ripercorrere la storia delle centinaia di volte che i Carabinieri hanno portato soccorso alle popolazioni colpite da calamità naturali, a partire dal terremoto di Messina del 1908, quando l'Arma si guadagnò il titolo di Benemerita, fino alla tragedia del Vajont (e lasciatemi dire con orgoglio che tra i Carabinieri che intervennero c'era anche mio padre), fino all'alluvione di Firenze, di cui oggi ricorre il 48° anniversario, fino ai terremoti del Friuli e dell'Irpinia o al più recente dell'Aquila.

Potremmo riportare alla mente la lotta al terrorismo rosso e alla mafia, con vittime illustri come il Gen. Carlo Alberto Dalla Chiesa.

Potremmo citare le molte missioni di pace nel mondo: dal Libano al Kossovo, dall'Afghanistan all'Iraq, con il sacrificio della vita, come a Nassiriya.

Come dice lo storico Marc Bloch però "la storia serve a comprendere e non a giudicare" e allora per comprendere davvero il valore dell'Arma dei Carabinieri più che alle centinaia di azioni eroiche credo si debba guardare all'essenza di quanto scritto nelle Regie Patenti del 13 luglio 1814, documento con il quale si istituiva l'Arma dei Carabinieri Reali.

Compito dei Carabinieri, è scritto, è quello di "contribuire alla felicità dello Stato che non può essere disgiunta dalla protezione e difesa dei buoni soggetti".
Oltre la straordinarietà del fatto che in un testo di Legge sia inserita la parola "felicità", cosa che mi risulta essere per nulla comune, si lega il fatto che lo Stato, o potremmo dire la società, deve ambire alla felicità ma per far sì che questo avvenga non si può prescindere dal fatto che le persone perbene devono essere difese e protette dai disonesti. 
Tutti noi possiamo ambire alla felicità se c'è qualcuno che ci tutela da chi, con azioni illecite, mina alla nostra serenità singola e collettiva.

Per questo il Re decise di dar vita ad un corpo armato speciale, istituzione, una delle poche, che è rimasta in vita anche con la Repubblica: i Carabinieri.

Nel primo Regolamento Generale del 1822 si sottolinea il fatto che i Carabinieri devono considerarsi costantemente in servizio, in qualunque circostanza e a qualunque ora.

Allora come amministratore, e ancor prima come cittadino, a nome del Gruppo "Serravalle Popolari e Riformisti" e dichiarando il voto favorevole del Gruppo, desidero esprimere il mio ringraziamento ai Carabinieri non solo per gli atti eroici, che sono stati citati, ma per aver protetto in qualunque circostanza e a qualunque ora i cittadini perbene per assicurare loro la possibilità di ambire alla felicità.

Un sentito ringraziamento quindi ai Carabinieri in servizio nel nostro territorio comunale ed ai Carabinieri di oggi e di ieri per tutto ciò che hanno fatto per il nostro Paese e per tutti noi.


                                                              Federico Gorbi
                                     Capogruppo Serravalle Popolari e Riformisti
 

mercoledì 15 giugno 2016

CHIUSURA DI VIA SAN BIAGIO: INSENSATA E QUALUNQUISTA

Ancora una volta il Comune di Serravalle Pistoiese ha deciso di consentire la chiusura di via San Biagio a Casalguidi per eseguire una serie di lavori a servizio di una sola abitazione in costruzione.
Questa volta si tratta del completamento della rete di distribuzione del gas metano ma da ottobre 2015 è la quinta volta che la strada viene chiusa per lunghi periodi, lasciando molte famiglie completamente isolate.

Nonostante le mie precedenti rimostranze, l'ufficio lavori pubblici del Comune continua ad ignorare la gravità del fatto che via San Biagio non ha alcuno sfogo alternativo. 
Se si trattasse di percorrere un'altra strada, anche molto più lunga, sono convinto che i residenti sarebbero disponibili a qualche sacrificio ma la strada che si arrampica sul Montalbano non ha alcuna altra possibilità di essere raggiunta.

Oltre le famiglie, e tra loro anche un dializzato che deve recarsi quotidianamente ad effettuare le cure necessarie alla propria salute, vi sono anche due attività turistico-ricettive: un B&B e un agriturismo.

Proprio questa mattina ho avuto una lunga discussione con gli operai che eseguivano i lavori per consentire il passaggio di due turisti tedeschi che volevano uscire dal B&B per andare a visitare Pistoia. Sarebbe stato paradossale tenere prigioniere due persone che portano ricchezza al nostro territorio.

Quello che davvero lascia sconcertati è l'insistenza con cui l'Uffico
Lavori Pubblici continua ad ignorare le esigenze e le richieste dei cittadini di via San Biagio che devono affrontare sacrifici senza alcun vantaggio. La rete di metanizzazione infatti raggiungerà solo questa nuova abitazione, posta proprio all'inizio della strada, ma non arriverà mai a servire tutti gli altri.

Non so a chi sia il fortunato proprietario della casa ma certo il riguardo che c'è da parte dell'amministrazione nei suoi confronti non viene ugualmente usato verso tutti gli altri, provvedendo a installare un semaforo per alternare il traffico o trovando altre soluzioni idonee alla esecuzione dei lavori ma anche alle necessità dei residenti.

Certo, è molto più semplice emanare un decreto di chiusura per altri undici giorni di via San Biagio (e così raggiungiamo un totale di 37 giorni di chiusura totale), ma è anche molto più insensato e qualunquista.


Federico Gorbi
Capogruppo Serravalle Popolari e Riformisti
 
 

sabato 14 maggio 2016

PONTE STELLA E LE CATTIVE ABITUDINI

I camion diretti alla discarica di Fosso del Cassero continuano a sostare nelle ore di chiusura dell'impianto lungo via del Redolone.
Nonostante questa pratica sia espressamente proibita da quanto previsto nella convenzione tra il Comune di Serravalle Pistoiese e la società proprietaria dell'impianto di smaltimento, la PistoiaAmbiente, non è inusuale trovare i mezzi che trasportano i rifiuti  parcheggiati nelle ore serali e notturne, nell'attesa che vengano aperti i cancelli nelle prime ore del giorno.

La foto, da me personalmente scattata, è relativa a due mezzi parcheggiati alle 20, ben dieci ore prima dell'inizio delle attività di scarico.

La presenza dei camion ovviamente non fa picere ai cittadini di via del Redolone che sono costretti a respirare i cattivi odori che molto spesso emanano i rifiuti trasportati in discarica, soprattutto ora che si va verso la bella stagione, e che si sono rivolti a me perchè cessi questa cattiva abitudine dei trasportatori.
Invito pertanto il Sindaco di Serravalle a farsi interprete presso PistoiaAmbiente perchè venga rigorosamente rispettato il protocollo di accesso dei rifiuti all'interno della discarica del Cassero per limitare al minimo i disagi della popolazione che vive nei pressi dell'impianto.
 
Federico Gorbi
Capogruppo Serravalle Popolari e Riformisti