mercoledì 13 ottobre 2010

SANZIONI















Due notizie hanno riempito le cronache di questa giornata: la sanzione comminata a Santoro e gli incidenti che hanno caratterizzato l'incontro di calcio tra Italia e Serbia a Genova.

Dieci giorni di sospensione e di mancata retribuzione sono stati inflitti dalla Rai a Michele Santoro a partire da lunedì 18 ottobre.
In pratica il provvedimento è stato adottato in seguito al "vaffa...bicchiere" detto dal giornalista in diretta aprendo la prima puntata di stagione di "Anno Zero" in polemica con il direttore generale della Rai, Mauro Masi, e con la circolare sul contraddittorio nei programmi.
Immediatamente si sono alzate voci in difesa di Santoro da parte di Di Pietro, sicuramente il più duro nei confronti di Masi, e di larga parte del Pd. Con altrettanta immediatezza i rappresentanti del Pdl hanno condiviso e sostenuto la sospensione.
Nella stessa giornata si è arricchita la cronaca riguardante i fatti incresciosi di Genova, dove poche decine di "tifosi" serbi hanno potuto impedire lo svolgimento di una partita di calcio.
Molti dei responsabili sono stati individuati, fermati, processati per direttissima, condannati...e rilasciati.
In questo caso, a differenza del caso Santoro, quasi nessun esponente politico ha voluto o saputo esprimere la propria opinione.
Nessuno, nè di maggioranza nè di opposizione, si è domandato come sia stato possibile che alcuni scalmanati siano potuti arrivare da Belgrado armati di tutto punto, attraversando prima la frontiera e poi i cancelli dello stadio.
Nessuno ha mosso alcuna critica al tanto decantato Ministro Maroni che, con la struttura del Viminale, non ha saputo prevedere un tale evento nonostante che i "tifosi" serbi avessero già messo a ferro e fuoco la loro capitale dopo la sconfitta della Serbia contro l'Estonia (appena sabato scorso), e avessero fatto altrettante devastazioni al Gay Pride, con 122 feriti (appena domenica scorsa).
Nessuno ha avuto da ridire sul fatto che i responsabili non abbiano fatto un'ora di carcere.

Però tutti pronti a commentare la sanzione a Santoro, perchè ormai in questo Paese la notizia c'è quando la sanzione viene comminata e poi regolarmente pagata.
Quando invece non viene punito chi è colpevole, quando si viene condannati ma non si sconta la pena allora è tutto "normale" per un Paese "anormale" come il nostro.

domenica 12 settembre 2010

DA CHIANCIANO VERSO IL PARTITO DELLA NAZIONE

Una folta rappresentanza di pistoiesi sta partecipando in questi giorni alla Festa Nazionale dell'Udc di Chianciano Terme.
I lavori dell'ultimo giorno saranno aperti da Marco Baldassarri, capogruppo alla provincia di Pistoia e presidente regionale del progetto "Udc verso il Partito della Nazione", che precederà l'intervento di Pier Ferdinando Casini intervistato da Enrico Mentana.
Il Partito della Nazione, nome provvisorio poichè il nome e il simbolo del nuovo soggetto politico saranno scelti durante i congressi fondativi che si svolgeranno da gennaio del prossimo anno, è il frutto di un lungo percorso che a qualcuno sarà apparso fuori moda per i tempi, i tanti dibattiti a livello nazionale, regionale e provinciale, ma che era l'unico possibile per costruire qualcosa di solido in questa stagione così tormentata e senza precedenti della vita politica italiana.
Da oltre due anni sosteniamo che Pd e Pdl sono giganti dai piedi d'argilla, poiché i partiti non possono nascere né in un freddo laboratorio né dalla sera alla mattina da un predellino, e le contraddizioni che stanno emergendo al loro interno dimostrano che avevamo ragione.
La nascita di quei due grandi contenitori è stato solo l'estremo ed inutile tentativo di tenere in piedi il sistema politico della Seconda Repubblica ormai irreversibilmente in crisi, col suo schema bipolare anomalo che puntava, per volontà di Berlusconi e di Veltroni al bipartitismo.
Siamo convinti che la Seconda Repubblica sia un tragico fallimento poichè in oltre quindici anni non ha prodotto nessuna grande riforma, non ha modernizzato il Paese, non ha aumentato la competitività delle nostre imprese, non ha investito nelle infrastrutture, non ha creato lavoro.
L'unico risultato concreto e visibile degli ultimi anni è l'accresciuta litigiosità tra i protagonisti della politica senza che si affrontino i reali problemi.
I cittadini però sono stanchi e la disaffezione è dimostrata anche dalla sempre minore affluenza alle urne.
Per questo abbiamo deciso di rimettere in discussione anche la nostra esperienza, l'Udc, per approdare ad un nuovo partito aperto, rivolto al futuro, alla modernizzazione dell'Italia, attento a trovare risposte di buon senso ai problemi del Paese e non condizionato dal populismo o dall'estremismo di chi parla alla pancia e non alla testa dei propri concittadini.
Un partito che non appartiene ai due poli, come li abbiamo conosciuti fino ad oggi, ma che fa parte del polo di tutti quegli italiani che hanno capito che l'attuale sistema è arrivato al capolinea.
I progetti che non hanno un'anima sono destinati inevitabilmente a decadere e, per questo, ci siamo dati un'identità, abbiamo ragionato e discusso su idee e valori di riferimento, abbiamo avviato un cammino ed ora siamo arrivati alla vigilia della nascita di questo nuovo partito.

Federico Gorbi
Coordinatore Provinciale "Udc verso il Partito della Nazione"

sabato 28 agosto 2010

MESSAGGIO DI CORDOGLIO PER LA MORTE DI MONS. SIMONE SCATIZZI DA PARTE DI "UDC-VERSO IL PARTITO DELLA NAZIONE"

“UDC – Verso il Partito della Nazione” di Pistoia esprime il più vivo cordoglio per la scomparsa di Monsignor Simone Scatizzi, Vescovo Emerito, e si unisce al popolo dei fedeli nella preghiera per il riposo del degno e fedele servitore di Dio che, durante i suoi lunghi anni di Episcopato, ha sempre difeso con zelo e coraggio la grande tradizione del patrimonio pastorale e spirituale della Chiesa.
Fin da suo insediamento lo abbiamo sentito vicino nella difesa dei principi non negoziabili, dalla tutela della vita in tutte le sue fasi alla promozione della struttura naturale della famiglia.
Con forza e coraggio ha dimostrato grande attenzione ai temi del lavoro, dell'occupazione e delle molte questioni complesse che la nostra città ha dovuto vivere negli anni della sua missione pastorale.
Sapremo far tesoro della sua preziosa eredità anche se resta il rammarico per il fatto che il suo messaggio sia stato talvolta percepito e comunque interpretato in modo strumentale da alcuni amministratori che hanno voluto far apparire il Vescovo come uomo schierato nelle vicende di politica locale, salvo poi attaccarlo, anche duramente, quando, con coerenza e senza compromessi, ha difeso i valori cari ai cattolici.
Ne è riprova il fatto che i messaggi di cordoglio che si leggono in questi giorni provengono, in gran parte, dai rappresentanti di una sola area politica, se non addirittura da un solo partito.
Siamo convinti che continuerà a guardare ai suoi concittadini e agli amministratori locali, invitando ciascuno ad assumersi le proprie responsabilità e ad operare per il bene comune.

Federico Gorbi
Coordinatore provinciale
"Udc-Verso il Partito della Nazione"