giovedì 19 marzo 2015

ABOLITA LA FESTA BELLA DI CASALGUIDI

Cari Casalini,

è con vero dolore che vi devo preannunciare che presto verrà abolita la Festa Bella (o processione di Gesù morto) che si svolge, ogni tre anni, nella nostra Casalguidi dal 1693.

Dopo che si è saputo che la scuola, essendo pubblica e quindi laica, per rispetto alle minoranze religiose,  non può far entrare don Renzo Aiardi per portare la benedizione ai bambini, quindi ad invocare la protezione di Dio sui nostri figli, le cose sono precipitate!

Durante una concitata assemblea cittadina, qualcuno ha subito fatto notare che anche le strade del nostro paese sono pubbliche e, per conseguenza, laiche! 
Nemmeno le strade quindi devono essere usate per fini religiosi.

Immediatamente qualcun altro ha sottolineato come la presenza di Gesù sofferente, della Madonna piangente, della Veronica compassinevole, avrebbe potuto offendere i non credenti che abitano lungo le vie di passaggio della processione.

Una professoressa, famosa pedagoga, ha evidenziato che Gesù trafitto dalla lancia del centurione avrebbe sconvolto il sonno dei bambini non cristiani che non sono abituati a simili scene di violenza inaudita.

C'è stato anche chi, sembra un rappresentante di un sindacato, ha gridato che è l'ora di  finirla con l'occupazione delle strade e delle piazze!

In tutto questo furore popolare di abolizionisti della Festa Bella si è alzata solo una flebile voce dal fondo della sala: un certo Mohamed Hejab avrebbe detto che sognava da tempo di fare il figurante alla Festa Bella. 
Il ruolo di Simone, il Cireneo che porta la croce di Gesù, gli sarebbe piaciuto tanto, essendo anche lui originario di Cirene, in Libia.

La sua voce però è stata immediatamente messa a tacere dall'unanime grido "viva la strada pubblica, viva la strada laica!!!"

mercoledì 18 marzo 2015

SUL NO ALLA BENEDIZIONE NON MI FERMO

La notizia ha creato tante reazioni.
Si sono scomodati personaggi politici nazionali e regionali, qualcuno forse solo per meri fini elettorali, anche se LA MIA INTENZIONE NON ERA AFFATTO POLITICA.


Qualcuno ha pensato di farne una guerra di religione ma, sin dall'inizio, ho specificato che, laicamente, intendo difendere i diritti di ciascuno, cattolico, musulmano, ebreo, protestante o ateo.

Si sono espressi tre o quattro Presidi a difesa della Dirigente Scolastica di Casalguidi.

Si sono scomodati persino i Cobas della Scuola per ricordare tutte le leggi, le circolari e le delibere utili a dimostrare che i preti devono stare lontani dalle aule.
Mi domando se ora i rappresentanti dei Cobas Scuola denunceranno le centinaia di Dirigenti Scolastici che in tutta Italia fanno benedire le loro scuole.

Quello che più mi interessa però è che mi hanno cercato tante, tantissime persone che nemmeno conoscevo, di Casalguidi, di Pistoia, di Quarrata, di Agliana e anche di fuori provincia per incitarmi ad andare avanti e per affiancarsi a me in questa battaglia.

Allora la Dirigente Scolastica di Casalguidi continui pure a recitare il suo rosario di leggi e leggine ma noi sappiamo che così intende solo nascondersi dietro le norme, come Azzeccagarbugli nei Promessi Sposi,  per il fine ultimo di cancellare in un grigiore indistinto il nostro patrimonio culturale.

Alla prossima puntata.

domenica 15 marzo 2015

BENEDIZIONE NELLE SCUOLE, SI GRAZIE

Per il terzo anno consecutivo è stato impedito al Parroco di Casalguidi di benedire le aule delle locali scuole. 

Il motivo sarebbe il rispetto verso chi ha un altro credo religioso. 
Giusto rispettare la sensibilità di ciascuno, ma chi rispetta quella di noi cristiani?

Oppure la presenza di qualche alunno di religione diversa è solo un comodo paravento di qualche laicista?

Se la scelta fosse dovuta alla ormai crescente presenza multietnica e multireligiosa delle nostre scuole, ritengo che tutti abbiano gli stessi diritti: come per musulmani viene studiato un menù rispettoso delle regole imposte dal Corano, altrettanto  chiedo che vi sia la medesima attenzione verso i riti cristiani.
Il rispetto che doverosamente dobbiamo alle minoranze non significa imporre la dittatura delle minoranze stesse.

Se invece la volontà scaturita dal Consiglio di Istituto si ispira alla laicità, vorrei sommessamente ricordare che la laicità, come ricorda la Corte costituzionale, è un valore in positivo che non richiede di forzare la vita pubblica in una grigia neutralità. 
Laicità vuol dire creare uno spazio in cui tutte le fedi, e anche tutti coloro che non ne hanno una, abbiano eguali diritti e uguale rispetto.


Le esagerazioni laiciste sono nemiche della laicità che è basata sul massimo rispetto dei diversi sentimenti religiosi.

Pertanto, caro Consiglio di Istituto di Casalguidi, con rispetto, mi permetto di dirti "ripensaci":  difendere una cerimonia religiosa del nostro Paese vuol dire difendere la matrice culturale cristiana e, quindi, la nostra identità nazionale.