martedì 12 giugno 2012

GLI ARRESTI E LA DISCARICA

L'operazione Untouchables che ha portato a 23 arresti con l'accusa di turbativa d'asta e corruzione porta ad alcune riflessioni sulle vicende che riguardano la discarica di Fosso del Cassero.
 
Gianni Manigrasso, consigliere insieme a me di Serravalle Futura, ha presentato una interrogazione che mira a sapere se e quali  amministratori pubblici sono andati in ferie a spese della società proprietaria della discarica, la Pistoia Ambiente.
 
Nella seduta del consiglio di domani riceveremo le risposte e vedremo di che tono saranno.
 
Intanto però merita ricordare che lo stesso sindaco Patrizio Mungai, a mezzo stampa, ha sempre confermato che le gite ci sono state e che non trova assolutamente inopportuno che gli amministratori partecipino ad iniziative di società private, come la Pistoia Ambiente.

Ma cosa c'entra la discarica con gli arresti?
C'entra perchè  ieri la metà del consiglio di amministrazione  della Pistoia Ambiente ha subito l'arresto per il reato di corruzione (quattro su otto: Paolo Conti, Giordano Rosi, Roberto Vescovi e Michele Vescovi).

La magistratura e l'iter processuale ci diranno se i quattro, insieme agli altri, sono davvero colpevoli o no per aver "truccato" gli appalti. Siamo garantisti e vogliamo attendere la fine delle indagini e il giudizio di un tribunale.

Tuttavia viene spontaneo pensare che se i quattro erano corruttori per vincere le gare pubbliche a Pistoia non dovevano essere dei santi a Serravalle, quattro kilometri più in là.
 
E se l'ingegner Evangelisti del comune di Pistoia è indagato per aver preso finanziamenti per il Festival Blues, cosa che evidentemente costituisce reato,  gli amministratori che hanno beneficiato delle ferie pagate non sarebbero colpevoli di nulla?



Federico Gorbi
Capogruppo Serravalle Futura
 
 

lunedì 11 giugno 2012

QUESTIONE MORALE 2

In seguito alle 23 ordinanze di custodia cautelare eseguite questa mattina per i reati di turbativa d'asta, concussione e corruzione vengono spontanee alcune riflessioni.
 
Premetto che ho piena fiducia nell'opera della magistratura e delle forze dell'ordine che hanno svolto le indagini ma ricordo che bisogna essere sempre garantisti fino a che un processo non determini con certezza le responsabilità dei singoli.
Certo appare curioso il fatto che praticamente la totalità delle aziende che svolgono lavori pubblici nella nostra provincia sia coinvolta nell'indagine.
Se così fosse, e non è da escludere, appare inverosimile che tutto il sistema di corruzione si fosse retto sul metodo creato da un solo uomo, quel Marcello Evangelisti responsabile dei lavori pubblici del Comune di Pistoia, che invece di chiedere soldi per sè costringeva le ditte a sponsorizzare le manifestazioni culturali del Comune.
 
Possibile che la sensibilità culturale spingesse Evangelisti a rischiare così tanto non per la solita tangente, così diffusa in Italia, ma per uno scopo nobile quale la buona riuscita delle manifestazione per una più ampia conoscenza musicale?
E' credibile poi che l'unico politico coinvolto sia Roberto Riccomi, personalità certo di spicco del Partito Socialista pistoiese che però non ha avuto negli ultimi decenni responsabilità dirette di governo di alcun comune?
 
Certo i socialisti sono in maggioranza a Pistoia come in altre realtà locali, ma possibile che solo il rappresentante di questo partito fosse all'interno della "cricca" che controllava gli appalti pubblici?
Infine, gli imprenditori coinvolti, sono tutti chiamati in causa con pari responsabilità o, tra di essi, c'è chi più che corruttore era semplicemente concusso, cioè costretto ad aderire ad un sistema per poter lavorare?
Spero che a queste domande presto la magistratura possa dare tutte le risposte.
 

QUESTIONE MORALE

Associazione per delinquere, turbativa d'asta, corruzione e concussione. Sono i reati per i quali la polizia di stato di Pistoia ha eseguito stamani 23 ordinanze di custodia cautelare (11 in carcere e 12 agli arresti domiciliari), emesse dal gip di Pistoia Roberto Tredici su richiesta della Procura della Repubblica. Tra i destinatari dei provvedimenti funzionari pubblici e imprenditori. Coinvolti anche amministratori. Nel mirino lavori edili e stradali assegnati ad un ristretto numero di imprese.

All'operazione "Untouchables" ha collaborato personale della Direzione centrale polizia di prevenzione e dalle Digos delle questure di Firenze, Prato, Lucca, Pisa, Massa e del Reparto prevenzione crimine Toscana) e, nelle perquisizioni della Guardia di Finanza di Pistoia.

E' stato così rilevato che la maggior parte dei lavori edili e stradali (aggiudicati mediante affidamento diretto, mediante procedura negoziata con o senza pubblicazione di bando ovvero mediante la procedura aperta dell'asta pubblica) erano stati sistematicamente assegnati ad un numero ristretto di operatori economici della provincia di Pistoia e che essi coincidevano proprio con quegli imprenditori che avevano rapporti frequenti e confidenziali con il dirigente del servizio.

 Le indagini su amministratori, funzionari pubblici e imprenditori ritenuti responsabili di associazione per delinquere, corruzione e turbativa d'asta per diversi appalti pilotati negli ultimi anni in tutta la provincia di Pistoia, hanno consentito anche di ipotizzare il reato di concussione in relazione ai contributi versati per il "Festival Blues" di Pistoia del 2011. Secondo gli inquirenti, infatti, le sponsorizzazione venivano richieste e pretese dal dirigente del servizio lavori pubblici del Comune di Pistoia in misura percentuale sull'ammontare dei lavori edili e stradali che egli aveva fatto ottenere agli imprenditori privati, i quali dovevano aderire a tali richieste per poter ottenere in futuro ulteriori lavori dall'amministrazione locale. (Fonte: Repubblica.it)

Fin qui la notizia.
Le indagini successive e i processi ci diranno quanto c'è di vero.
A leggere i nomi non si rimane certo sorpresi in molti casi. In altri onestamente sì.
In ogni caso appare chiaro che a Pistoia, dopo questi arresti e dopo quello recentissimo del direttore dell'Asl Scarafuggi, c'è una questione morale che non può essere ignorata.
La commistione tra affari e politica nella nostra provincia appare chiara e coinvolge chi ha responsabilità di governo da decenni, il Pd, che non può sottrarsi ad un severo esame interno per una profonda azione di pulizia.