venerdì 8 luglio 2016

L'INCENDIO AL CASSERO ED I VIGILI DEL FUOCO

Non credo ci sia cittadino, ed io tra loro, che non sia grato ai Vigili del Fuoco per il lavoro che hanno svolto nella discarica del Cassero per spengere le fiamme e ridurre i rischi per la cittadinanza.
In un mio precedente post avevo scritto quello che avevo visto e sentito nelle molte ore che è durato  l'incendio.
Era un post scritto dopo aver saltato una notte intera di sonno, 22 ore dopo lo scoppio dell'incendio, insomma, è proprio il caso di dire, a caldo.

Esperti del settore mi hanno fatto notare alcuni motivazioni, che ritengo assolutamente logiche e coerenti, del perchè l'intervento dei Vigili del Fuoco, in un evento così complesso, è stato compiuto con certe caratteristiche procedurali.
Voglio riportare quello che ho appreso non solo per mettere in luce la professionalità di questi uomini, ma perchè abbiano risposte i molti cittadini che si facevano domande sul mancato intervento degli elicotteri o dei canadair.

Mi è stato spiegato che il primo elicottero dei Vigili del Fuoco è
arrivato dopo 1 ora e 22 minuti, ma non ha potuto sganciare a causa del troppo fumo e del calore che c'era nella zona nella quale avrebbe dovuto  operare. A quel punto è dovuto rientrare perché  dall'imbrunire all'alba non c'è la possibilità di  volare. Quindi le risorse di uomini e mezzi richieste alle province limitrofe sono arrivate con i tempi tecnici necessari. L'elicottero è poi tornato al mattino, quando il fumo era notevolmente ridotto ed era possibile intervenire con rischi controllabili.

Quindi, concludo, in una situazione particolarmente delicata e complessa, dove molti uomini hanno rischiato la vita, quello che era possibile fare è stato fatto.
Se è passato da parte mia un messaggio di scarsa considerazione del lavoro che i Vigili del Fuoco hanno fatto alla discarica del Cassero, e ogni altro giorno, me ne scuso.

Magari io ho avuto solo la semplicità di fare pubblicamente qualche domanda e, per questo, può essere uscito qualche giudizio frettoloso ma non cattivo.
Altri hanno preferito criticare sotto voce ma poi non hanno avuto "le palle" per rendere pubblico il proprio pensiero fatto di giudizi piuttosto severi.
Comunque così è andata.

Federico Gorbi

martedì 5 luglio 2016

INCENDIO ALLA DISCARICA: ORA PARLO IO

Ho monitorato per oltre 15 ore l'andamento dell'incendio, cercando di dare più informazioni possibili ai cittadini attraverso i social network, i blog, i giornali locali e nazionali, Tvl, e direttamente con messaggi o telefonate.

Ore passate sul posto, a vedere direttamente con i miei occhi come stava andando, parlando con i tecnici dell'Arpat e dell'Asl, con i responsabili della Discarica, con gli amministratori presenti, sindaco e assessore all'ambiente in testa, con i tecnici, i Vigili del Fuoco, i Carabinieri.

Ore passate a cercare di capire, senza tirare alcuna conclusione, solo con l'intento di poter dare informazioni preziose ai cittadini, preoccupati, o meglio allarmati, per l'enorme nuvola di fumo.

Ora che le fiamme sono spente, l'aria è tornata respirabile, o almeno non maleodorante, ora che l'emergenza è terminata, voglio però dire qualcosa di più, fare un'analisi un po' più approfondita, ripartendo da quello che ho visto e sentito.

Ho visto un cratere enorme, con un fronte di fuoco impressionante, in un impianto gigantesco che non avrebbe dovuto essere realizzato lì, con quei criteri, con quelle caratteristiche. 
Lo dicevo 25 anni fa, prima che venisse realizzata la discarica, ho continuato a dirlo negli ultimi 20 anni. 
Purtroppo avevo ragione.

Ho visto uomini che si sono prodigati per ore per domare l'incendio
e non parlo dei Vigili del Fuoco, che hanno messo certo un grande impegno ma che, probabilmente, hanno scontato una sottovalutazione iniziale e un coordinamento non ottimale se è vero, come è vero, che gli elicotteri sono arrivati solo dopo 15 ore dall'inizio dell'incendio e le squadre di supporto dalle altre province solo dopo molte ore. 
Parlo invece degli operai della discarica e delle ditte che lavorano per la discarica che hanno rischiato la vita per andare a gettare terra sulle fiamme con un andirivieni di camion per tutta la notte. Complimenti a loro e grazie di cuore.

Ho visto un sindaco presente fin dal primo momento e un assessore all'ambiente attento, preparato e volitivo ma ho anche visto che la macchina comunale ha stentato a mettersi in moto in questa situazione di emergenza. 
Sapendo di avere sul territorio da 20 anni un impianto del genere, potenzialmente pericoloso, non era il caso di studiare a tavolino la gestione di una simile catastrofe (si chiama protezione civile?) in modo tale che ognuno sapesse cosa fare, come fare, quando fare? 
Ogni anno a scuola facciamo fare ai nostri figli le simulazioni per le evacuazioni in caso di terremoto ma non ci è mai passato per la mente, in 20 anni, di sperimentare a tavolino un piano di emergenza per la discarica.

Ho visto un sistema di comunicazione alla popolazione troppo lento, timido, indeciso.
Di fronte all'allarme crescente di tanta gente, le prime telefonate che avvisavano di tenere chiuse le finestre sono arrivate dopo tre ore dall'inizio dell'incendio e il primo comunicato ufficiale a mezzanotte, quando la discarica bruciava da oltre sei ore.

Ho visto i Carabinieri già intenti alle indagini per capire se l'incendio è di natura dolosa, visto che in mattinata era stata trovata tagliata la rete di recinzione.
I Carabinieri faranno il loro lavoro in modo scrupoloso ma, vi dirò, non mi interessa sapere davvero se l'incendio è doloso o meno.
Quello che so è che i miei polmoni sono stati costretti ad inalare aria irrespirabile, e con i miei quelli dei miei figli e quelli di tutti gli atri abitanti di Casalguidi, di Cantagrillo, di Ponte Stella e di tutte le altre zone colpite.

E so che tutta questa gente non lo meritava, non aveva colpe, non se lo aspettava ma lo ha subito.
Qualcuno dovrà pagare per tutto questo.


Federico Gorbi
Capogruppo Serravalle Popolari e Riformisti

venerdì 17 giugno 2016

CITTADINANZA ONORARIA AI CARABINIERI

 
Sabato 18 giugno si svolgerà la cerimonia per il conferimento della cittadinanza onoraria all'Arma dei Carabinieri da parte del Comune di Serravalle Pistoiese.
 
Nel corso della seduta del 4 novembre 2014, il Consiglio Comunale di Serravalle Pistoiese infatti ha votato all'unanimità per questo provvedimento.

Ripropongo la sintesi del mio intervento fatto  a nome di tutto il gruppo "Serravalle Popolari e Riformisti":

Nel conferire la cittadinanza onoraria all'Arma dei Carabinieri potrebbero essere ricordati, e anche lei lo ha fatto Signor Sindaco, molti atti eroici a partire dalla Carica di Pastrengo del 1848, per passare al contributo di sangue che molti Carabinieri hanno dato per l'unità d'Italia. 

Potremmo ricordare molte azioni coraggiose in occasione dei due conflitti mondiali e il sacrificio di eroi come Salvo D'Acquisto o i Carabinieri di Fiesole che donarono la propria vita in cambio della salvezza di molte altre vite, di fronte alla barbarie nazi-fascista. 

Potremmo ripercorrere la storia delle centinaia di volte che i Carabinieri hanno portato soccorso alle popolazioni colpite da calamità naturali, a partire dal terremoto di Messina del 1908, quando l'Arma si guadagnò il titolo di Benemerita, fino alla tragedia del Vajont (e lasciatemi dire con orgoglio che tra i Carabinieri che intervennero c'era anche mio padre), fino all'alluvione di Firenze, di cui oggi ricorre il 48° anniversario, fino ai terremoti del Friuli e dell'Irpinia o al più recente dell'Aquila.

Potremmo riportare alla mente la lotta al terrorismo rosso e alla mafia, con vittime illustri come il Gen. Carlo Alberto Dalla Chiesa.

Potremmo citare le molte missioni di pace nel mondo: dal Libano al Kossovo, dall'Afghanistan all'Iraq, con il sacrificio della vita, come a Nassiriya.

Come dice lo storico Marc Bloch però "la storia serve a comprendere e non a giudicare" e allora per comprendere davvero il valore dell'Arma dei Carabinieri più che alle centinaia di azioni eroiche credo si debba guardare all'essenza di quanto scritto nelle Regie Patenti del 13 luglio 1814, documento con il quale si istituiva l'Arma dei Carabinieri Reali.

Compito dei Carabinieri, è scritto, è quello di "contribuire alla felicità dello Stato che non può essere disgiunta dalla protezione e difesa dei buoni soggetti".
Oltre la straordinarietà del fatto che in un testo di Legge sia inserita la parola "felicità", cosa che mi risulta essere per nulla comune, si lega il fatto che lo Stato, o potremmo dire la società, deve ambire alla felicità ma per far sì che questo avvenga non si può prescindere dal fatto che le persone perbene devono essere difese e protette dai disonesti. 
Tutti noi possiamo ambire alla felicità se c'è qualcuno che ci tutela da chi, con azioni illecite, mina alla nostra serenità singola e collettiva.

Per questo il Re decise di dar vita ad un corpo armato speciale, istituzione, una delle poche, che è rimasta in vita anche con la Repubblica: i Carabinieri.

Nel primo Regolamento Generale del 1822 si sottolinea il fatto che i Carabinieri devono considerarsi costantemente in servizio, in qualunque circostanza e a qualunque ora.

Allora come amministratore, e ancor prima come cittadino, a nome del Gruppo "Serravalle Popolari e Riformisti" e dichiarando il voto favorevole del Gruppo, desidero esprimere il mio ringraziamento ai Carabinieri non solo per gli atti eroici, che sono stati citati, ma per aver protetto in qualunque circostanza e a qualunque ora i cittadini perbene per assicurare loro la possibilità di ambire alla felicità.

Un sentito ringraziamento quindi ai Carabinieri in servizio nel nostro territorio comunale ed ai Carabinieri di oggi e di ieri per tutto ciò che hanno fatto per il nostro Paese e per tutti noi.


                                                              Federico Gorbi
                                     Capogruppo Serravalle Popolari e Riformisti