martedì 20 settembre 2011

PRESTITO GRATUITO

Il Tribunale di Milano nei giorni scorsi ha dato ragione a Coop ed ha condannato Esselunga per concorrenza sleale.

La sentenza accoglie il ricorso presentato tre anni fa contro Bernardo Caprotti e il suo «Falce e carrello», il libro-denuncia nel quale l'imprenditore sostiene di aver incontrato ostacoli all'espansione del suo gruppo nelle regioni «rosse» e accusa le Coop locali di gravi scorrettezze commerciali, oltre che di intrecci indissolubili con la politica.
Il Tribunale di Milano ha stabilito che il libro di Caprotti rappresente «un'illecita concorrenza per denigrazione ai danni di Coop Italia» e condanna Esselunga a un risarcimento pari a 300.000 euro e al ritiro della pubblicazione dal mercato.

Inoltre il Tribunale ha vietato la ripubblicazione dell'opera e la diffusione di parte degli scritti in essa contenuta.

Poichè ritengo che la sentenza violi la libertà di stampa e, soprattutto, di pensiero, metto a disposizione la copia del libro, già in mio possesso, che invece di finire al rogo verrà prestata gratuitamente a chiunque ha mancato di leggere quanto in essa dichiarato (con molta ragione).

lunedì 22 agosto 2011

MEMORIA STORICA

L'intervento del Presidente Giorgio Napolitano al Meeting di Rimini di Comunione e Liberazione ha raccolto ampi consensi sia da parte dei presenti che da tutti i politici di destra e di sinistra.

Napolitano ha parlato della crisi economica e dell'urgenza di trovare strade per uscire da una situazione drammatica che allarma tutti e crea incertezza per il futuro dell'Italia e nostro personale.
Ha anche sollecitato i giovani ad impegnarsi in politica, sostenendo che le nuove generazioni hanno gli strumenti per affrontare un mondo in continua evoluzione, sia dal punto di vista economico che sociale.

Tutto bello, tutto giusto, ma...

Sì c'è un "ma", perchè le parole acquistano un senso anche in base al soggetto che le pronuncia.
Con tutto il rispetto, quando Madre Teresa di Calcutta parlava dei poveri, degli ultimi, dei diseredati aveva un'altra credibilità rispetto a Walter Veltroni che affrontava sì gli stessi temi, però stando seduto in Campidoglio e non per le strade di Calcutta.
E allora vorrei ricordare che Giorgio Napolitano, che esorta i giovani all'azione politica, occupa l'incarico istituzionale più retribuito della nostra Repubblica, essendo nato nel giugno del 1925 ed avando quindi compiuto 86 anni. E' stato eletto al Parlamento per la prima volta nel 1953 (58 anni or sono), cioè quando nemmeno uno di coloro che lo applaudivano dalla platea di Rimini era prossimo a venire al mondo.
Di più, negli anni settanta era il responsabile economico del Pci e rientra quindi nel novero di coloro che, attraverso lotte sindacali durissime, hanno portato alle baby pensioni dei dipendenti pubblici (15 anni 6 mesi e 1 giorno bastavano per andarsene in pensione e di questo ne ha approfittato, tra i molti, anche la moglie di Umberto Bossi che oggi sembra essere diventato il paladino dei pensionati).

Insomma ci è sembrato un po' demagogico prendere le distanze sia da destra che da sinistra, strappando facili applausi, e chiamarsi fuori dal disastro politico-economico che una classe incapace di amministratori ha causato al nostro Paese.
Il salatissimo conto che oggi siamo costretti a pagare e che pagheranno ancor di più quei giovani che il Presidente della Repubblica vorrebbe vedere impegnati, ha molti padri, ma uno di questi è sicuramente Giorgio Napolitano.


sabato 13 agosto 2011

IL MIO CUORE GRONDA SANGUE

Leggo, leggo e rileggo, ma nulla, non trovo nulla che mi racconti qualcosa di quello che mi ero immaginato.

Nel decreto fiscale approvato stanotte mancano le misure per rilanciare l'economia, non esiste alcun disegno per favorire l'occupazione e, di conseguenza, rilanciare anche i consumi; sono assenti i tagli ai costi della politica, quella romana, guarda caso.

Intendiamoci, sono d'accordo con la riduzione delle Province (anzi le avrei abolite del tutto) e con l'accorpamento dei piccoli comuni (anzi la soglia avrebbe dovuto essere portata secondo la mia opinione a 5.000 abitanti). Ma si sceglie di tagliare sempre e solo sul governo locale del territorio, come già è stato fatto recentemente con la riduzione del numero dei consiglieri comunali, e mai si decide per una taglio al numero dei parlamentari e dei loro tanti privilegi. In barba al tanto decantato federalismo leghista che dovrebbe portare a valorizzare i governi locali e non certo quello centrale.

Nella manovra c'è solo un bel salasso per le tasche degli italiani dovuto, secondo Tremonti e Berlusconi, al crollo dei mercati degli ultimi cinque giorni. Ma nonostante il cuore del premier grondi sangue, come lui stesso ha sostenuto anche se questo mi impietosisce assai poco, in realtà il timore di default per i titoli di Stato italiani è stato causato non da quanto avvenuto negli ultimi cinque giorni ma per quanto non fatto, anche se promesso, negli ultimi quindici anni.

Agli italiani non resta che pagare il conto, questa è la conseguenza, ma quel che è peggio è che non vi è nessuna prospettiva di miglioramento per il futuro.

Si paga e basta e, per dirla con Lorenzo il Magnifico "del doman non v'è certezza", purtroppo senza che nessuno possa essere lieto di alcunchè.